PEOPLE PLEASING: difficoltà a dire no e bisogno di compiacere.
<<Perché faccio così fatica a dire NO?>>
Se ti sei posto questa domanda, in questo articolo ti spiego il legame tra people pleasing, bisogno di approvazione e paura del rifiuto.
Ti è mai capitato di dire di sì anche quando avresti voluto dire di no? Di adattarti alle richieste degli altri, mettere da parte le tue preferenze o fare fatica a esprimere un’opinione diversa?
Questa tendenza a farsi andare bene tutto e a cercare di non scontentare nessuno viene spesso scambiata, dall’esterno, per gentilezza e altruismo. Sono comportamenti che possono anche essere apprezzati dagli altri, ma che non sempre raccontano tutta la storia.
Chi tende a compiacere gli altri, infatti, non è necessariamente una persona che non ha preferenze o non sa cosa vuole. Spesso ha idee, desideri e posizioni ben precise, ma incontra una particolare difficoltà nel mantenerle quando si discostano da quelle degli altri a cui tiene.
Perchè succede?
Finché le cose vanno bene, tutto sembra scorrere senza particolari difficoltà. Ti senti benvoluto, utile, importante per gli altri e questo può alimentare ulteriormente la tendenza a compiacere.
Col tempo, però, potresti arrivare ad associare il tuo valore personale al grado di approvazione che ricevi dall’esterno. Sentirti apprezzato diventa così un modo per sentirti al sicuro nelle relazioni.
È soprattutto quando emerge un disaccordo, quando hai un’opinione diversa o quando senti il bisogno di esprimere un desiderio che non coincide con quello dell’altro, che qualcosa cambia.
In quei momenti, può attivarsi una paura più profonda: quella del distacco, della rottura del legame, del rifiuto o della critica.
La possibilità di deludere l’altro può essere vissuta come una minaccia alla propria sicurezza personale e, quasi automaticamente, finisci per adattarti nel tentativo di preservare il legame.
In questo modo, però, il rischio è quello di mettere progressivamente in secondo piano i tuoi bisogni, le tue preferenze e il tuo punto di vista.
Come iniziare a interrompere il meccanismo del compiacere?
Un primo passo può essere imparare a riconoscere quel momento in cui sta per arrivare il solito «sì» automatico.
Prima di rispondere, prova a prenderti una pausa. Non è necessario reagire immediatamente né assecondare subito la richiesta dell’altro.
Puoi concederti del tempo per ritrovare una condizione di maggiore equilibrio emotivo: fare una passeggiata, leggere qualche pagina o dedicarti a un’attività che ti aiuti a lasciare decantare l’ansia.
Quando l’intensità emotiva diminuisce, prova a spostare il focus.
Non chiederti soltanto:
- Come si sentirà l’altro se dico di no?
- Cosa penserà di me?
- Rischio di deluderlo?
Prova ad affiancare a queste domande anche altre, altrettanto importanti:
- Io cosa sento?
- Cosa provo in questo momento?
- Cosa desidero davvero?
Imparare a riconoscere i propri bisogni e a dare loro spazio è un passaggio importante per costruire relazioni in cui non sia necessario rinunciare continuamente a sé stessi per sentirsi accettati.
Se riconosci in te questa difficoltà e senti che il bisogno di compiacere gli altri condiziona il tuo modo di vivere le relazioni, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio l’origine di questi meccanismi e a sviluppare un rapporto più equilibrato con i tuoi bisogni e con quelli degli altri.
Nel mio studio a Reggio Emilia mi occupo di sostegno psicologico e psicoterapia per adulti e giovani adulti. Se desideri approfondire, puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo.
Dott.ssa Elisa Zobbi, Psicologa e Psicoterapeuta.
Psicologo a Reggio Emilia.
