PROBLEMI CON NANNA E SONNELLINI. (BAMBINI 8 MESI-3 ANNI)

Se il momento della nanna si è trasformato in un momento angosciante in cui tuo figlio non ne vuole sapere di dormire e fa i capricci perché vuole restare sveglio, questo articolo fa per te. Come dici? Hai proprio bisogno di consigli pratici per far dormire il tuo bambino? Continua la lettura e ti spiegherò che cosa serve ai bambini piccoli (0-3 anni) per favorire il rilassamento prima della nanna e addormentarsi senza troppe difficoltà.

I problemi con i sonnellini o con la nanna possono manifestarsi all’improvviso, verso il 1° o 2° anno di età, il sonno può essere interrotto da brutti sogni o dall’urgenza di alzarsi.

Anche il sonno è un’abilità che si “impara”, puoi avere un figlio dormiglione che si addormenta ovunque senza problemi, ma è ugualmente importante strutturare una routine serale, a partire da quando sono neonati, che insegni loro “che cosa sta per succedere” e “che cosa aspettarsi”. Più le cose sono prevedibili per i bambini, più si sentiranno al sicuro e saranno disposti a collaborare. Questo non annullerà le inevitabili lotte quotidiane, ma sarà più facile evitare i problemi prima che si presentino. Ripetere la stessa routine, ogni giorno, insegna ai più piccoli come comportarsi nelle diverse situazioni.

Puoi quindi ripetere una routine giornaliera specifica per il momento della nanna in modo che tuo figlio sappia che sta per arrivare quel momento e si prepari, sia fisicamente che emotivamente. Un rituale (qui sinonimo di routine) si compone di FRASI che puoi dire, mantenendo sempre la stessa formula, e AZIONI che si ripetono seguendo lo stesso schema.

Lo scopo, al momento della sera, è quello di aiutare il bambino a rilassarsi, riducendo l’eccitazione del giorno per favorire uno stato più calmo. È fondamentale PORRE TERMINE A TUTTE LE ATTIVITA’ STIMOLANTI (COME GUARDARE LA TELEVISIONE E GIOCARE). Dopo aver riposto i giocattoli al loro posto, comincia a preparare il bambino dicendogli frasi come “È quasi arrivata l’ora di fare la nanna”. Dopodiché, puoi ripetere una serie di azioni (per esempio abbassare le tapparelle, tirare le tende, infilare il pigiama ecc.). Potresti accendere una candela per segnalare l’inizio del rituale e spegnerla alla fine. Puoi includere anche il bagnetto serale e un massaggino se al bambino piace. Sii creativo, scopri che cosa apprezza il tuo bimbo.

Infine, puoi comunicare “Adesso andiamo a scegliere un libro” (in questo caso, se tuo figlio non ha compiuto ancora un anno è importante che tu scelga il libro per lui, diversamente potete decidere insieme). Comunicagli anche in anticipo quante storie leggerete o quante volte leggerete la stessa storia. Fate in modo che questo sia il VOSTRO momento, sacro, in cui nulla può disturbarvi. Riponete il vostro telefono nell’altra stanza, eliminate ogni distrazione e dedicatevi soltanto a lui.

La routine della nanna può terminare quando avete concluso la storia e messo il bambino nel suo lettino. Alcuni bambini, in base al loro temperamento (vivace o più tranquillo), avranno bisogno di più o meno sostegno dopo essersi messi a letto. Per alcuni genitori è più facile uscire immediatamente dalla stanza, altri, invece, possono restare qualche minuto in più assieme al bambino rassicurandolo con un massaggino alla schiena per accompagnarlo nella fase del sonno e fornire loro un sostegno emotivo.

Quanto prima abitui tuo figlio ad avere una routine stabile e prevedibile, quanto più sarà facile seguirla. L’ideale è averla fin da quando sono neonati. Introdurre questa modalità con un bimbo che ha compiuto 2 anni potrebbe essere più difficile perché, nel frattempo, può darsi che abbia già strutturato abitudini diverse. Provando a mettere in pratica questa routine potresti notare che il tuo bambino non è ben disposto ad accoglierla, perché è ancorato a quello che è stato valido fino ad ora per lui. Se comincia a strillare o ad agitarsi non appena riponi i giocattoli nella scatola, o quando termini il racconto ed esci dalla stanza, è probabile che abbia imparato ad aspettarsi che ogniqualvolta comincia a piangere ottiene quello che vuole. Questo può riflettere la presenza di uno schema comportamentale che il bambino ha imparato nel tempo.

In questo caso, è fondamentale introdurre i cambiamenti in modo graduale. Non modificare totalmente le abitudini che ha consolidato, per esempio, puoi iniziare introducendo una singola nuova azione per volta, cercando di proporla in modo tranquillo e suscitando la sua curiosità. Mostrati contenta di provare qualcosa di nuovo, ricordati che i bambini imparano da quello che vedono!

Per un supporto più specifico valuta di affidarti ad uno Psicologo a Reggio Emilia per affrontare le difficoltà che possono presentarsi in questa fase dello sviluppo, non a caso chiamata anche “I TERRIBILI DUE!!”.

A partire dall’anno di età i bambini cominciano gradualmente a mostrare la loro personalità, sempre di più, vogliono affermare la propria volontà. È un periodo in cui acquisiscono nuove abilità che comportano cambiamenti quotidiani a cui non sempre i genitori si sentono preparati. Un percorso di sostegno alla genitorialità con uno Psicologo a Reggio Emilia, esperto in Psicologia Infantile, può aiutarti a gestire i dubbi ed avere gli strumenti per crescere tuo figlio in armonia tra le tue esigenze e le sue.

Dott.ssa Elisa Zobbi

Psicologa Reggio Emilia